giovedì 29 ottobre 2026

166 anni di Polizia Locale


 

Ieri, 28 ottobre 2026, hanno celebrato i 166 anni del Corpo della Polizia Locale di Bologna.

In realtà fino al 1986 era il Corpo dei Vigili Urbani.

Il Corpo nacque ufficialmente nel 1860 come Corpo di Guardie Municipali e mi fermo qui, non voglio parlare del passato.

Da quando sono in pensione ho smesso anche di preoccuparmi del futuro.

L'unico vero legame che ho mantenuto con il Corpo è  mio genero, che, vincendo il concorso, è entrato a fare parte di quella realtà e mi racconta la sua esperienza quotidiana.

Ho letto alcuni commenti idioti su Facebook sotto le immagini del giuramento dei neo assunti.

Del resto, durante i miei vent'anni di carriera, ho dovuto sopportare l'ignoranza di tanti leoni da tastiera e di cittadini arrabbiati per una sanzione o una denuncia.

La spesso odiata amministrazione comunale.

Salto a piè pari ogni tentativo di dialogo con chi sa solo criticare e dileggiare.

Il lavoro di agente della Polizia Locale è fondamentale e imprescindibile nel nostro paese, un agente deve occuparsi di un ambito operativo vastissimo dalla polizia urbana alla polizia giudiziaria, passando dai mercati ai trattamenti sanitari obbligatori, dagli incidenti stradali all'abusivismo edilizio.

Uno dei pochi compiti che differenziano questi professionisti, oggi, dalle altre forze dell'ordine, è soprattutto l'ordine pubblico.

Ma nell'immaginario collettivo chi indossa il berretto bianco rimane un vigile urbano, braccio armato dell'amministrazione comunale, buono solo a distribuire sanzioni e penalizzare il povero cittadino.

Spero che quei giovani che ho visto ieri in Piazza abbiano una piccola parte dell'entusiasmo che avevo io quando mi ritrovai a quarant'anni con quella divisa addosso.

Spero che siano consapevoli della responsabilità morale che portano ogni giorno con la loro divisa.

E infine spero se ne freghino del giudizio di chi non sa cosa significa lavorare per strada, rischiando ogni giorno personalmente la pelle per servire e proteggere.

Lunga vita al Corpo della Polizia Locale di Bologna.

martedì 13 ottobre 2026

Reacher


 

Sto leggendo i romanzi di Lansdale quelli dedicati alle avventure di Hap e Leonard, come da precedente recensione.

Li trovo liberatori, purtroppo non riesco a scrivere come lui, altrimenti sarei famoso, non è nelle mie corde tanta azione insensata, ma quanto mi diverto a leggere questi romanzi, fumettistici, grotteschi, divertenti adrenalinici.

Parallelamente sto guardando, solo nello spazio temporale dedicato alla cyclette dalla 6 alle sei e mezzo del mattino,  Reacher, che è in sintonia con le avventure di Hap e Leonard.

Lui è un ex ufficiale dell'esercito che gira per gli States vivendo probabilmente della pensione militare e finendo sempre nei guai per salvare qualcuno dal cattivo di turno.

Anche qui molta azione, trame spesso inverosimili e lui che spicca con i suoi quasi due metri di altezza e i suoi 110 kl.

Mi diverte l'idea di un gigante buono, per modo di dire, che alla fine risolve le ingiustizie del mondo facendo a pugni con tutti.

Trovate tutte le stagioni su Prime

mercoledì 9 settembre 2026

hap e Leonard Devil Red





Ho ripreso a leggere Maigret, e scopro ogni volta dei gioielli.
In Maigret ad esempio un vecchio commissario ormai in pensione, felicemente approdato in campagna insieme alla consorte, deve, suo malgrado, aiutare un nipote ispettore, imbranato che combina un guaio durante un appostamento.
Pubblicato nel 1934 conserva una freschezza e una originalità fantastica.
Adesso invece sono tornato a leggere le avventure di Hap e Leonard i due investigatori fuori da ogni schema, nati dalla penna del grande Lansdale, sto leggendo Devil Red.
I romanzi di Lansdale sono difficilmente inquadrabili e sempre geniali.
Penso a tutti quelli che non dedicano un momento della loro giornata alla lettura  e sono contento di fare parte di una minoranza ormai, in un mondo in caduta libera.
Leggere è vita.

domenica 23 agosto 2026

Bill Burr


 


Cosa rende grande un comico di stand up?

Sono convinto che sia l'autenticità del messaggio, che alla fine non mi ha convinto del tutto guardando il live di Louis C.K.

Bill Burr invece è travolgente, sembra una totale improvvisazione la sua, la voce spesso affannata, le espressioni del viso esplosive, il ghigno aggressivo, il tono, la spietatezza delle sue lucidissime analisi, l'impietosita nei propri confronti, il profondo legame con la sua famiglia e la capacità di mettersi a nudo, facendo esplodere le contraddizioni del sistema americano, che ormai sono le contraddizioni di un mondo globalizzato che arriva fino sotto casa nostra, anche se mai e poi mai vivrei nel suo paese dove a una profonda crisi economica si affianca anche una devastante crisi culturale e morale.

Bill Burr è l'amico che mi piacerebbe avere, con il quale guardare le partite alla televisione, se mi piacesse lo sport, discutendo magari di politica o di contraddizioni sociali.

La sua rabbia, che parte da un'infanzia molto simile alla mia, anche se lui è più giovane di me, è la mia rabbia, la sua difficoltà di interagire con gli altri è la mia difficoltà.

Bill Burr è la parte nascosta di noi stessi che lui però ha il coraggio di vomitarci addosso, costruendo un personaggio credibile e di successo.

Potete vedere alcuni dei suoi spettacoli su Netflix.

giovedì 20 agosto 2026

Daredevil la rinascita


 


Per me era semplicemente Devil uno dei miei super eroi preferiti nella puzzolente stagione dell'adolescenza, acne, solitudine e molte insicurezze.

Lui insieme a Spiderman e Silver Surfer era uno dei prediletti.

Avvocato cieco di giorno, giustiziere senza macchia di notte, con un codice etico molto elevato e tanti problemi esistenziali.

In questa nuova serie su Disney plus è affiancato al suo acerrimo  nemico il sindaco Fisk interpretato magistralmente da Vincent D'Onofrio che imparai ad amare in full metal jacket, una piccola parte ma terribile e così lucidamente accusatoria nei confronti del sistema esercito fra bullismo e spersonalizzazione.

Adesso l'esercito è composto soprattutto da professionisti, ma non credo che certe cattive abitudini si siano perse.

Tornando a Daredevil, cupo, senza speranza, sembra una metafora dell'attuale situazione politica americana, tutta concentrata su New York che in realtà rimane sparuto baluardo dei democratici.

Devi amare i super eroi per guardare questa serie.

Gli scettici si rivolgano altrove.