Per la prima volta in quindici anni di pubblicazioni, quasi sedici, sono a un impasse.
Ho un romanzo corposo nel cassetto, scritto alcuni anni orsono, al quale tengo particolarmente, perché racconta quasi trent'anni di vita bolognese e pezzi della mia.
Il genere non si discosta dal nero, ma è anche un romanzo di formazione, però è troppo lungo da proporre ai miei consueti canali e rischia di rimanere nel cassetto per sempre e sarebbe un vero peccato perché racconta in parte la mia giovinezza e dopo di me esso svanirà come lacrime nella pioggia, citazione quasi obbligatoria.
Non voglio auto pubblicarlo, e comunque non potrei ancora per motivi pensionistici e poi mi piace troppo avere a che fare con editor intelligenti e editori coraggiosi.
Non voglio spendere dei soldi per pubblicarlo perché non l'ho mai fatto e mai lo farò.
L'ho mandato un po' in giro, ma sapete una cosa?
Se non hai un agente e anche quello devi pagarlo, difficilmente i grandi ti considerano e spesso neanche i piccoli.
Dovevo sfogarmi con qualcuno rispetto a questo momento di impasse, e in attesa che mi chiamino per il prossimo intervento chirurgico, chi meglio dei miei lettori? Chiunque voi siate.
Accetto consigli e suggerimenti.
Alla prossima.
